Indicazioni per la redazione delle tesi di laurea
Informazioni preliminari
- Definizione dell’argomento: l'argomento va definito insieme alla docente sulla base della pertinenza alle discipline teorico-comparatistiche;
- letture e ricerche, raccolta dei materiali: si consiglia di prendere dimestichezza con gli opac bibliotecari e in particolare con lo strumento almastart.unibo.it, che consente di visualizzare la collocazione delle risorse e di accedere ad alcuni contenuti fulltext per coloro che sono in possesso delle credenziali d'Ateneo;
- rielaborazione dei materiali raccolti secondo un punto di vista critico possibilmente originale;
- stesura dei capitoli sulla base di un indice provvisorio concordato con la relatrice e correzione dei matariali di volta in volta consegnati seguendo scrupolosamente le indicazioni della docente;
- accurata revisione finale.
Redazione testo e revisione
- Il testo va inviato possibilmente in formato Word (evitare pdf e odt, per i quali è più difficile inserire commenti o correzioni);
- il testo inviato per la correzione (capitolo, gruppi di capitoli, singolo paragrafo) deve essere in forma completa e rifinita. Non inviare bozze, appunti, testi ancora di rivedere, con note da inserire o simili;
- rileggere attentamente il testo prima di inviarlo eventualmente utilizzando anche il correttore ortografico;
- il testo deve essere allineato a sinistra e giustificato a destra;
- Rientrare la prima riga del capoverso;
- La docente utilizzerà il sistema delle Revisioni di word: rosso barrato per parole cancellate, blu sottolineato per parole inserite; commenti, indicazioni e suggerimenti in blu sottolineato tra parentesi quadre. Per le cancellazioni e gli inserimenti si può utilizzare lo strumento "Accetta le revisioni" per le singole occorrenze. I commenti, invece, implicheranno un'ulteriore elaborazione da parte dello/a studente/essa.
Capitoli, paragrafi e capoversi
- La tesi è articolata in capitoli e paragrafi.
- I capitoli sono numerati in romano, con la formula «Capitolo I» posta al centro della riga, seguita nella riga sottostante – sempre al centro – dall’eventuale titolo. A ogni cambio di capitolo introdurre un taglio pagina e iniziare con pagina nuova.
- I paragrafi sono numerati in arabo, allineati a sinistra, seguiti dal titolo: «1. Calvino e l’impegno politico»; «2. La fase combinatoria»; ecc. Non introdurre un taglio pagina all’inizio di un nuovo paragrafo ma andare di seguito, lasciando due righe di bianco prima del titolo e una dopo.
- Il discorso deve essere articolato in capoversi (gli a-capo, con tasto Invio). Evitare due estremi opposti, purtroppo molto diffusi: andare a capo dopo ogni frase, spezzettando il discorso; non andare quasi mai a capo, rendendo il discorso compatto e spesso opprimente. Scandire i capoversi in modo logico, raggruppando di seguito frasi che siano coordinate tra loro e andando a capo quando il discorso prende un’altra strada o introduce un altro argomento.
Citazioni
- Le citazioni nel testo sono racchiuse tra virgolette basse, non in corsivo: «». Usare il simbolo grafico presente nell’elenco dei simboli e non le freccette sulla tastiera.
- La citazione deve essere sempre corredata dalla fonte bibliografica, indicata in nota. L’esponente di nota si colloca dopo le virgolette e prima del segno di punteggiatura.
- Se ci sono parole tra virgolette o ulteriori citazioni nel testo citato, usare le virgolette alte: Come scrive Eco, «il testo è una macchina “pigra”».
- Quando, in una citazione, si omette un brano o anche poche parole, bisogna inserire tre puntini tra parentesi quadre: [...]. Usare i tre puntini solo all’interno del brano citato e non all’inizio o alla fine, anche se il testo viene “tagliato” per adattarlo al proprio discorso.
- Quando le citazioni sono molto lunghe o particolarmente significative, è opportuno metterle in infratesto, cioè in corpo tipografico minore, senza virgolette, con una riga di bianco prima e dopo, margine sinistro rientrato (uguale al rientro iniziale del capoverso).
Lingua delle citazioni
Il criterio fondamentale è l’uniformità. Adottata una formula, bisogna mantenerla rigorosamente per tutta la tesi.
Per le tesi triennali i testi primari stranieri possono essere citati sia in originale che in traduzione. Se si cita dall’originale, è possibile eventualmente fornire la traduzione in nota. Se si decide di dare i testi in traduzione, i testi stranieri per cui non è disponibile una traduzione italiana devono essere tradotti aggiungendo in nota, tra parentesi, dopo il riferimento bibliografico, l’indicazione (trad. mia).
Per le tesi magistrali i testi primari stranieri vanno citati sempre a partire dagli originali (con eventuale traduzione in nota). Pertanto è necessario conoscere (perlomeno a livello di competenza passiva) la lingua dei testi su cui intendono lavorare, quindi non è possibile lavorare soltanto in traduzione.
Per i testi secondari (testi critici o teorici) sarà invece sempre possibile citare la versione in traduzione.
Titoli di testi citati
- I titoli di libri citati nel testo vanno sempre in corsivo senza virgolette.
- Bisogna adottare un criterio uniforme per citare i titoli stranieri: o sempre l’originale, o sempre il titolo tradotto. Alla prima occorrenza si può anche dare il titolo originale seguito dal titolo tradotto tra parentesi quadre – Great Expectations [Grandi speranze] – e nelle occorrenze successive usare solo il titolo tradotto.
- Nel caso in cui il titolo sia introdotto da un articolo determinativo, preferire la forma con preposizione articolata. Es.: «come scrive Cormac McCarthy nel Guardiano del frutteto…»; non: «come scrive Cormac McCarthy in Il guardiano del frutteto…»
Riferimenti bibliografici in nota
Per la prima occorrenza:
- Se il testo è in italiano, o in lingua straniera non tradotta: Autore, Titolo, Editore, Luogo Anno, numero di pagina. Es: Eugenio Montale, Sulla poesia, Mondadori, Milano 1976, p. 3. Es: Yves Bonnefoy, Lieux et destins de l’image, Seuil, Paris 1999, p. 15.
- Se si cita da una traduzione: Autore, Titolo originale (data della prima ed. orig.); trad. it. Titolo italiano, Editore, Luogo Anno, numero di pagina. Es: Gérard Genette, Figures III. Discours du récit (1980); trad. it. Figure III. Discorso del racconto, Einaudi, Torino 1983, p. x.
Alla seconda occorrenza di un testo già citato:
- Se le due citazioni sono di seguito, e se la pagina da cui si cita è diversa: Ivi, p. y.
- Se le due citazioni sono di seguito, e la pagina è la stessa: Ibid.
- Se nel frattempo sono stati citati altri libri, si ripetono solo autore e titolo, omettendo i dati editoriali e sostituendoli con “cit.” (evitare la formula op. cit.): Es: Gérard Genette, Figure III, cit., p. 45.
Per le curatele utilizzare due opzioni, secondo questi esempi (quando possibile, preferire il primo):
- Giuseppe Petronio (a cura di), Il caso Svevo, Palumbo, Palermo 1976.
- AA.VV., Italo Svevo oggi, Atti del Convegno di Firenze (3-4 feb. 1979), a cura di Marco Marchi, Vallecchi, Firenze 1980.
Per i testi pubblicati in rivista: Autore, Titolo, in “Titolo rivista”, anno, numero, pagina.
- Giancarlo Mazzacurati, Il lavoro delle figure e la profezia di Zeno, in “Lavoro critico”, 1977, nn. 11-12, p. x.
Per i saggi pubblicati in volumi collettivi: Autore, Titolo, in Curatore (a cura di), Titolo, Editore, Luogo Anno, pagina.
- Walter Siti, Il romanzo sotto accusa, in Franco Moretti (a cura di), Il romanzo, vol. I: La cultura del romanzo, Einaudi, Torino, 2001, p. x.
Bibliografia
Nella bibliografia vanno elencati tutti i testi citati nella tesi e anche quelli, benché non esplicitamente citati, che stanno sullo sfondo del lavoro.
I testi devono essere elencati in ordine alfabetico per cognome dell’autore, secondo la formula: Cognome, Nome, Titolo, Editore, Luogo Anno (vedi norme per i riferimenti bibliografici in nota).
Se si dedica una sezione della bibliografia all’opera di un autore, magari oggetto della tesi, le opere devono essere elencate in ordine cronologico di pubblicazione.
In genere è opportuno suddividere la bibliografia in diverse sezioni, a seconda della natura del lavoro. Ad esempio, nel caso di una tesi monografica su un autore (mettiamo Flaubert), si può adottare un’articolazione di questo tipo:
1. Opere di Gustave Flaubert (ordine cronologico)
2. Testi critici su Gustave Flaubert (ordine alfabetico)
3. Testi di carattere generale (ordine alfabetico)
Per tesi di carattere generale, in cui siano trattati vari autori, si può suddividere la bibliografia in questo modo:
1. Testi letterari (ordine alfabetico)
2. Testi critici e teorici (ordine alfabetico)