Foto del docente

Martina Bacaro

Dottoranda

Dipartimento di Filosofia

Assegnista di ricerca

Dipartimento di Filosofia

Settore scientifico disciplinare: M-FIL/02 LOGICA E FILOSOFIA DELLA SCIENZA

Temi di ricerca

Parole chiave: Human-Robot Interaction; Filosofia delle scienze cognitive; Enattivismo; Epistemologia delle tecnologie robotiche

Titolo: Tu, robot.Verso nuovi modelli di interazione tra umani e robot

 

Abstract:Il rapporto tra umano e macchina è, ad oggi, una delle principali modalità attraverso cui viene portata avanti l’indagine sulla cognizione umana. Fin dal momento in cui è stato possibile costruire dispositivi artificiali che riuscissero a realizzare compiti cognitivi, alle macchine viene riservato il ruolo di testare, attraverso processi di modellizzazione e implementazione, le ipotesi sul funzionamento dei processi che definiscono l’intelligenza umana. La robotica, come campo disciplinare in cui si costruiscono artefatti che esibiscono livelli anche minimi di autonomia, costituisce una delle frontiere più avanzate di questa indagine, ultimo anello di una catena di realizzazioni che, negli ultimi settanta anni, è stata guidata dalla metafora della mente come computer. In questo contesto, sotto l’influenza delle teorie computazionali e funzionaliste della cognizione, il robot ha assunto il ruolo dell’omologo dell’essere umano, agente individuale la cui mente è pensata essere confinata all’interno del corpo o del cervello dell’individuo. Anche con l’avvento della robotica sociale, disciplina con lo scopo di dotare il robot di capacità di interazione con gli esseri umani, le architetture cognitive robotiche sono state costruite principalmente pensando all’individualità dell’essere umano, più che alla sua natura sociale. Il presente lavoro tenterà di avviare un’indagine inerente a modalità alternative di impiegare i robot per comprendere i fenomeni particolari della cognizione umana, mostrando come sia possibile non solo utilizzarli per testare ipotesi riguardo ai funzionamenti interni del nostro pensiero, ma anche le nostre modalità di interagire con gli altri; non solo macchine passive attraverso cui testare teorie individualiste, ma congegni che permettono la comprensione delle dinamiche interazionali. L’obiettivo principale di questa tesi consiste nel mostrare come approcci alternativi a quelli che hanno condotto alla realizzazione del robot sotto la guida della metafora computazionale possano ampliare lo sguardo sulla mente e instradare un’indagine in cui i robot ricoprono il ruolo di interlocutori in un dialogo. L’approccio adottato coincide con quello radicalmente embodied e situato delle teorie enattiviste della cognizione. Il campo di indagine in cui questo lavoro si situa è quello degli studi sull’interazione tra umani e robot, a sua volta composto di diverse anime che restituiscono un dominio intrinsecamente interdisciplinare. Attraverso il contributo congiunto di filosofia e scienze cognitive, si tenterà di sviluppare l’indagine sulla HRI prendendo in considerazione fenomeni al centro del campo disciplinare come la cognizione sociale, l’antropomorfismo, l’embodiment, l’attribuzione dell’intenzionalità e l’Uncanny Valley Effect. La tesi arriverà a mostrare come, spostando la prospettiva dai modelli della sostituzione, dell’individualità e della replicazione a quelli della collaborazione, del dialogo e dell’alterità sia possibile fornire interpretazioni alternative dei fenomeni in oggetto e riconfigurare l’indagine sotto l’insegna della partecipazione, che porta a vedere i robot non solamente come repliche dell’umano, ma come possibili partner nell’indagine sui processi cognitivi.

La tesi è strutturata come segue. Il Capitolo I – Macchine come me. L’ambizione dell’umano come conoscenza attraverso la macchina ricostruisce i presupposti epistemologici che hanno consentito alla macchina di assumere il ruolo di strumento di conoscenza privilegiato nell’indagine dell’essere umano. Il Capitolo II – Dalle scienze cognitive alla robotica: andata e ritorno fornisce una ricostruzione delle mutue contaminazioni tra i domini, analizzando i modi in cui ipotesi teoriche e implementazioni pratiche hanno modellato l’indagine sui processi cognitivi e sulle realizzazioni artificiali fino alla costruzione dei robot sociali. Il Capitolo III – Galatea moderna. Robot sociali tra modellizzazione e mimesi del vivente restituisce un’analisi dello stato dell’arte degli studi sulla HRI, con particolare attenzione ai modelli di cognizione sociale adottati, e fornisce un’analisi del robot come artefatto mimetico, sintetico e, al contempo, sincretico: si individuerà nell’ultimo aspetto la cifra distintiva del robot sociale come macchina sui generis. Il Capitolo IV – Umani, troppo umani. Il ruolo dell’intenzionalità nell’interazione tra umani e robot prende in considerazione il fenomeno dell’attribuzione di intenzionalità ad artefatti robotici somiglianti all’umano, ne ricostruisce il dibattito interno agli HRI e fornisce un’analisi del robot come artefatto sincretico basata sulle teorie incarnate e situate della cognizione: riallacciando il legame tra cognizione sociale, agentività e comportamento, l’intenzionalità del robot verrà riletta sotto il rispetto del sincretismo presentato nel capitolo precedente. Il Capitolo V – Il gioco dell’interazione. Rotture, abiti e aspettative nella HRI elabora una variante del gioco dell’imitazione basata sulla reciprocità dell’interazione e sulla centralità dei breakdown: la teoria viene testata sull’Uncanny Valley Effect come fenomeno limite dell’esperienza umana di fronte al robot, concludendo con l’apertura di linee di ricerca nel campo dell’epistemologia e dell’apprendimento robotico, rese possibili dalla riconfigurazione dell’indagine sull’interazione tra umani e robot sotto il rispetto della corporeità, della socialità e della dipendenza dall’ambiente dei processi cognitivi umani.

Ultimi avvisi

Al momento non sono presenti avvisi.