Vademecum per la tesi di laurea triennale - Area Cina
Aggiornato al 20 febbraio 2025.
In cosa consiste una tesi di laurea?
- Si identifica un argomento/problema preciso (e si formulano delle idee/ipotesi sulle loro cause)
- Si raccolgono dati/documenti su tale argomento
- Si ordinano i dati/documenti e si analizzano utilizzando la metodologia prescelta
- Si riesamina l'argomento alla luce dei documenti raccolti e dell’analisi condotta
- Si organizza il lavoro fatto in una forma scritta ben strutturata e di facile comprensione per i lettori.
- Si forniscono i riferimenti necessari affinché il lettore possa riesaminare l'argomento attraverso le fonti utilizzate da chi ha scritto la tesi.
Nessuna tesi ha lo scopo di fornire una trattazione completa ed esaustiva di un macrotema (p. es. “la condizione delle donne in Cina”). Si tratta invece di scegliere un caso di studio molto preciso e molto circoscritto (un’opera o corrente letteraria, un fenomeno problema linguistico, un fenomeno sociale, ecc.) che si possa legare a un tema o a un approccio disciplinare più ampio.
La tesi dovrebbe puntare ad avere qualche elemento di novità e originalità, per contribuire alla ricerca scientifica. Data la ricchezza di ricerca su moltissimi temi, l’originalità può essere trovata non solo nella scelta dell’argomento, ma anche nella metodologia impiegata, nell’approccio scelto, nella selezione delle fonti su cui si studia l’argomento, infine sulla freschezza delle fonti primarie e/o secondarie (la bibliografia).
Il testo di una tesi si compone delle seguenti parti
Bibliografia
Lo studente elenca almeno 15 titoli (tra articoli accademici e volumi).
Il punto di partenza sono tutti i titoli che sono stati pubblicati sull'argomento. Trattandosi di numeri elevati, sta allo studente sceglierli, leggerli e decidere quali sono utili per il proprio progetto di tesi. I titoli che si consiglia di inserire sono i lavori principali della letteratura scientifica riguardo la propria area di interesse (in termini di definizione del campo di indagine o di metodologia di ricerca) e i testi più recenti che testimoniano lo stato dell’arte attuale della ricerca.
È possibile citare articoli di giornale se la tesi riguarda fatti di più recente attualità o per altre motivate necessità, ma la contestualizzazione (storica, metodologica, ecc.) deve basarsi su saggi accademici, in quanto questi ultimi a loro volta si fondano su un approccio metodologico scientifico.
Suggerimenti: preparate una breve scheda per ogni titolo letto. Un tempo si compilavano schede cartacee. Ora si può semplicemente creare un file.
N.B. Nella struttura del testo, la bibliografia si posiziona alla fine.
Introduzione
Lo studente illustra qual è l’argomento e quali sono gli obiettivi principali che si prefigge di raggiungere con il lavoro di tesi, sottolineando il contributo personale e innovativo.
In seguito, lo studente dichiara che il progetto è inserito in uno specifico settore disciplinare (sociologia, linguistica, storia, critica letteraria, ecc…) e dimostra di aver letto e compreso i punti di vista degli autori che hanno già scritto sull’argomento, presentando brevemente i risultati già ottenuti e i punti ancora da chiarire. Infine, descrive la metodologia scelta (analisi testuale, analisi linguistica, interviste, ecc..) e i nuovi dati che intende raccogliere.
Idealmente, il lavoro di tesi mirerà a rivelare aspetti finora non sufficientemente studiati o che non sono ancora stati studiati con la metodologia selezionata.
Checklist: cosa deve contenere un’introduzione? Background generale da cui la ricerca prende spunto; stato dell’arte della ricerca sull’argomento; collocazione del lavoro di tesi in un ambito di ricerca e all’interno di un dibattito scientifico; presentazione dell’idea di tesi (research questions); metodologia.
N.B. È bene scrivere questa parte per prima, ma occorrerà modificarla più e più volte man mano che si completa la tesi.
Capitoli (1, 2, 3)
Non scrivere più di tre capitoli per rispettare il numero di pagine previsto in una tesi triennale. Il primo capitolo, o i primi due, sono dedicati alla contestualizzazione del tema scelto. Almeno un capitolo, tendenzialmente il secondo e/o il terzo, dovrà contenere i nuovi dati raccolti e/o la nuova analisi condotta dallo studente utilizzando la metodologia selezionata.
Ogni capitolo deve avere una struttura chiara e una logica interna: introduzione, sezione centrale (con ulteriori suddivisioni) e conclusione. All’inizio di ogni capitolo, dichiarate di cosa parlerete e poi seguite questa struttura. Assicuratevi che l'impaginazione supporti visivamente la struttura (un paragrafo per idea principale).
È importante che i capitoli “si parlino”: utile quindi fare collegamenti, anche espliciti, tra i vari capitoli (p. es., nei capitoli dedicati ai nuovi dati raccolti/alla nuova analisi, si può fare riferimento alla contestualizzazione proposta nei capitoli precedenti).
Conclusione
Questa parte risponde idealmente alle domande sollevate nell’Introduzione, riassumendo i principali risultati ottenuti nel corso del lavoro di tesi ed esposti nei vari capitoli.
N.B. Nelle conclusioni non si inseriscono nuovi dati.
Le fonti
Le fonti si suddividono come segue:
Fonti primarie: i testi o i dati “nuovi” su cui si conduce l’analisi della tesi (opere letterarie, documenti storici, corpora di frasi o altri esempi linguistici, traduzioni comparate, articoli di giornale su un fenomeno o una strategia discorsiva che si sta analizzando, ecc.)
Fonti secondarie: tutte quelle che discutono, descrivono, commentano, analizzano, interpretano le fonti primarie. Citare fonti secondarie dimostra inoltre che si è fatta ricerca sugli studi esistenti. Come già precisato, sono accettabili fonti tratte da saggi accademici (articoli e volumi). Sono sconsigliate le fonti generiche (enciclopedie generali), almeno per concetti relativi all’ambito di studio; ancor meno si consigliano enciclopedie senza autori (come Wikipedia o Baidu), a meno che non siano le uniche fonti su un fatto specifico.
Per una tesi riguardante la storia, la letteratura, la sociologia, l’economia della Cina oppure una tesi sulla linguistica cinese, sono richieste almeno 5 fonti secondarie in lingua cinese, reperibili su CNKI.
Istruzioni su come scrivere il testo
Microstruttura
Ogni paragrafo è strutturato più o meno come segue: la prima frase enuncia in modo conciso l'idea principale, cui fa seguito un'ulteriore elaborazione con argomenti ed esempi. Collegate i paragrafi e assicuratevi che le frasi all'interno di un paragrafo siano coerenti tra loro.
Ortografia
Fate attenzione alla lingua. Controllate accuratamente il vostro testo per individuare eventuali errori di ortografia e qualsiasi altro errore. Utilizzate sempre un correttore ortografico!
Trascrizione dei nomi cinesi
Siate coerenti nella scelta del sistema di trascrizione: di preferenza, scegliete il pinyin. La trascrizione Wade-Giles è ammissibile nei casi in cui è ancora utilizzata (per argomenti di filosofia o storia o letteratura pre-moderna).
N.B. Non usate entrambi i sistemi di trascrizione in modo intercambiabile, a meno che non stiate citando qualcuno alla lettera (in tal caso seguite la trascrizione dell'autore).
Contenuti
Scrivete pensando che la vostra tesi verrà letta da un compagno di corso. Cosa significa? Non fornite informazioni ampiamente conosciute. Invece, tutto ciò che avete dovuto cercare da soli, potrebbe essere incluso nel vostro testo.
Indicate le date quando si citano per la prima volta personaggi o eventi importanti. Indicate anche i caratteri delle persone, dei termini cinesi più importanti, dei libri, dei film, anche dei nomi di luoghi meno conosciuti (indicando anche la provincia).
Es.: Mao Zedong 毛泽东 (1893-1976)
Evitate affermazioni assolute o eccessivamente negative / positive. Fate attenzione alle sfumature soprattutto quando non narrate fatti neutrali, ma il punto di vista di una persona. In questi casi, dovreste segnalarlo chiaramente sottolineando occasionalmente (ma non costantemente) al lettore che si tratta di qualcosa che "X sostiene", o che "secondo X" qualcosa è vero. Esempio: NON: "la vita delle donne in Cina era un inferno". MEGLIO: "secondo X, la vita era un inferno ....". MEGLIO ANCORA: "sulla base del fatto Y ..., X dipinge la vita di Z come un inferno. Così facendo, dimostra che ...".
Presentate accuratamente il punto di vista o il processo di pensiero dell'autore, con tutte le sfumature del caso.
Citazioni
A volte, leggendo un autore, si può rimanere colpiti da quanto alcuni concetti siano stati espressi mirabilmente e ci può sembrare impossibile trovare un modo altrettanto convincente per trasmetterli. La via più diretta è citare letteralmente quanto scritto. È tuttavia preferibile evitare per quanto possibile riportare parola per parola il pensiero di un autore a meno che questa ‘citazione’ non sia davvero cruciale per la tesi. In tal caso, è necessario inserire la citazione diretta in un paragrafo che la presenti, collegarla alle note a pié di pagina e commentarla.
Anche quando si riporta il pensiero di un autore utilizzando parole proprie, si tratta di una citazione (in questo caso, indiretta). Anche in questo caso, è opportuno inserire una nota a pié di pagina.
Note a piè di pagina
Usate le note a piè di pagina per citare le fonti (se il formato bibliografico lo prevede), le idee e le informazioni, o per commenti, riferimenti, riflessioni...
Esistono due tipi di note:
1) riferimenti: si usano principalmente per indicare la fonte della citazione o dell'informazione.
2) informazioni aggiuntive o riflessioni: per mostrare informazioni aggiuntive che è meglio non includere nel testo principale, ma che sono comunque in qualche modo rilevanti.
N.B. La nota segue sempre l'affermazione a cui si riferisce. Solo se la nota riguarda in modo molto specifico un termine o un nome particolare, allora compare con quella parola all’interno del testo e non subito dopo il punto.
Non mettete mai due note immediatamente l’una dopo l'altra (esempio 12, 13), ma includete il contenuto di entrambe in un'unica nota.
Come si indicano le fonti
È necessario indicare la fonte al termine di ogni citazione diretta o indiretta, ogni paragrafo contenente informazioni raccolte altrove e comunque non frutto di una propria personale elaborazione, ogni opinione o tesi non propria ma che si ritiene utile riportare per comunicarla, condividerla o contestarla.
Le fonti devono essere riportate in modo coerente e completo in tutto il testo, lo stesso vale per la bibliografia finale. Si ricorda che la cura e la precisione nella redazione della bibliografia costituisce uno dei criteri di valutazione dell’elaborato. È possibile e consigliato seguire un manuale di stile; il più dettagliato e aggiornato è il Chicago Manual of Style.
Segue un esempio per quanto riguarda il modo corretto di riportare un titolo nella bibliografia finale (seguendo il Chicago Manual of Style):
- Chau, Angie. “From Nobel to Hugo: Reading Chinese Science Fiction as World Literature.” Modern Chinese Literature and Culture 30, no. 1 (2018): 110–135.
Dove la voce si compone di: cognome, nome dell’autrice. “titolo del saggio.” rivista da cui è tratto numero del volume, numero del fascicolo (anno di pubblicazione): numeri di pagine.
Segue invece un esempio di citazione scorretta:
- Angie Chau, “From Nobel to Hugo: Reading Chinese Science Fiction as World Literature,” JSTOR https://www.jstor.org/stable/26588544
In questo caso, la citazione non è completa (mancano moltissimi dati), non è ragionata (il nome prima del cognome impedisce di costruire un ordine alfabetico) e si cita scorrettamente JSTOR come origine della fonte, ma JSTOR è solo un database in cui sono messi a disposizione, in formato digitale, saggi accademici e pertanto non fa parte della fonte (sarebbe un po’ come citare la biblioteca dove abbiamo rinvenuto una fonte cartacea).
N.B. I saggi rinvenuti su qualsiasi database digitale (JSTOR, Google Scholar, CNKI, Almastart, Academia.edu, Reserchgate.net, ecc.) fanno parte della bibliografia e non della sitografia: in quest’ultima vanno inseriti solo voci che esistono solamente in formato digitale, come per esempio la pagina di un sito web. L’unico link che può essere inserito eventualmente è l’indirizzo DOI, che identifica in modo univoco e diretto un articolo o un contributo, qualora la fonte da inserire in bibliografia ne sia provvista).
Plagio
Il plagio è l’appropriazione del pensiero altrui. Avviene quando chi scrive vuole spacciare per proprio quanto prodotto da un autore, oppure non fa intendere chiaramente che un concetto o un ragionamento non è proprio ma è di un altro autore. Come si può evitare? 1. Citando correttamente la fonte nelle note a piè di pagina. 2. Evitando di lasciar parlare gli altri al nostro posto con le loro parole. 3. Sforzandosi di parafrasare i concetti che ci colpiscono e integrandoli in un’analisi o in un commento originale. Tradurre parte del testo di un autore senza citarlo equivale a plagio.
Anche se formalmente non si configura come plagio, l’impiego di una sola fonte per per illustrare un certo ragionamento o un certo fatto è da evitare, anche se essa viene correttamente e puntualmente citata. Bisogna sforzarsi di includere più fonti, in modo tale che non appaia che vi sia una sola fonte di ispirazione per il proprio elaborato, parte di elaborato, ragionamento o concetto: in ultima analisi, sarebbe comunque un riferimento acritico da evitare.
Formattazione
Assicuratevi che il tutto abbia un aspetto ordinato. A tale scopo, prestate attenzione all'allineamento, all'interlinea, all'impostazione della pagina, alla disposizione dei paragrafi, alla dimensione dei caratteri, ecc. Lavorate con un'interlinea di 1,5, un tipo e una dimensione di carattere di facile lettura (ad esempio, Times New Roman 12). Indicate sempre i numeri di pagina.
Lasciate uno spazio tra le parole o tra le frasi. I segni di punteggiatura seguono immediatamente una parola e sono seguiti da uno spazio.
Siate coerenti nell'inserire una linea bianca per indicare la struttura. Non lasciate mai grandi spazi bianchi e vuoti (ad esempio, di mezza pagina) alla fine di una sezione di testo. Lasciate che il vostro lavoro continui.
Rispettate il numero di caratteri indicato.
Uso dell’intelligenza artificiale generativa
Esiste una policy di ateneo per un uso etico e responsabile dell’IA alla quale è necessario rifarsi come punto di riferimento. In generale, l’uso dell’IA generativa può essere uno strumento utile per migliorare la forma del proprio elaborato, purché sotto la costante supervisione dello studente, che comunque deve essere l’unico autore dei contenuti, dei ragionamenti e delle conclusioni raggiunte. Tuttavia, non deve essere un surrogato della capacità di riflettere in modo critico sui vari aspetti del proprio oggetto di studio: l’obiettivo di una educazione umanistica dovrebbe proprio essere quello di mettere in discussione interpretazioni e schemi prevalenti, non riducibili nemmeno alle soluzioni proposte dalla più sviluppata IA. Come studiosi di area umanistica e linguistica, è pertanto auspicabile prendere i seguenti accorgimenti:
- lavorare il più possibile in autonomia, utilizzando le proprie risorse elaborative e di scrittura, migliorandole e sviluppandole nel corso del processo stesso;
- evitare di appoggiarsi all’IA per riassumere il contenuto dei saggi accademici consultati, poiché questo non consente di maturare gli strumenti per giungere a una capacità di riflessione critica autonoma (possibile, invece, usare l’IA per tradurre saggi accademici in lingue non studiate);
- non usare l’IA per tradurre brani o altri contenuti in cinese, mettere invece alla prova le abilità linguistiche acquisite durante gli studi; il corso universitario fornisce e consolida le basi, ma il confronto costante con la lingua studiata è l’unico modo per padroneggiarla e affinare le proprie capacità linguistiche.
Qualora l’IA venisse utilizzata per elaborare dati (p. es. corpora linguistici, risposte di sondaggi, ecc.), è necessario indicarlo.
Rapporto con il relatore / la relatrice
La tesi viene scritta e consegnata capitolo per capitolo, o nelle modalità prese in accordo con il relatore o relatrice. Tutte le volte che si invia un capitolo è necessario allegare anche l’indice.
Per tenere traccia del carteggio, tutte le comunicazioni relative alla tesi si svolgeranno su un unico thread (si risponderà quindi sempre alla stessa mail, non se ne apriranno altre per l'invio dei singoli capitoli, domande, ecc.).
Al fine di individuare il relatore più adatto a seguirvi nei vostri progetti, tenete presente quali sono le principali aree d’interesse dei docenti dell’area Cina:
- Tommaso Pellin - linguistica, filologia, traduzione
- Gaia Perini - letteratura, traduzione letteraria, filosofia, storia
- Federico Picerni - letteratura, traduzione letteraria, società, politica
- Valeria Zanier - storia, letteratura, società, politica, economia
Altri docenti possono essere disponibili per progetti nelle seguenti discipline: